RECENSIONI

Recensioni

Manuela Mariani

Forse non è difficile per me scrivere una recensione sull’arte di Letizia Borelli, essendo io sua cugina. Lo affermo senza cadere nella presunzione, poiché conosco le nostre radici comuni e il suo vissuto, paragonabile alle montagne russe.

La forza interiore che Letizia ha sempre dimostrato nell’affrontare le tempeste della vita non le ha mai fatto smarrire sé stessa; al contrario, l’ha spinta a far parlare la sua anima attraverso l’arte.

La sua ispirazione artistica si manifesta come un amplesso amoroso con la vita, che avvolge e racchiude ciascuna delle sue opere. La sua creatività si declina in molte forme — pittura, scultura, design, architettura, e anche l’oreficeria — ambiti diversi ma uniti da un unico filo conduttore: dare voce all’energia vitale che la abita.
Le opere di Letizia si distinguono per le forme lucenti, i toni vibranti di energia e dinamismo, accostati a delicate sfumature che ne rivelano l’intimità emotiva. Le nuances diventano così testimonianza tangibile di un linguaggio dell’anima, filo conduttore del suo spirito creativo.

La sua arte è un canto emblematico alla fantasia del creato, alla gioia di vivere e alla capacità di trasformare le emozioni in materia visibile. Per usare una metafora, la sua opera è simile a una pianta che cresce con forza e grazia, nonostante il cemento che la circonda.

Con questa tensione vitale, Letizia Borelli non solo esprime sé stessa, ma restituisce a chi guarda un invito a ritrovare la propria forza interiore e la bellezza che resiste in ogni condizione.

Dott.ssa Manuela Mariani -
Naturopata, Autrice <br>Roma Agosto 2025

E. Giachè & A.M. Viligiardi

Cosa dire di Letizia?
Un’amica che conosciamo da una vita, si può dire che siamo cresciuti insieme, abbiamo un suo quadro che è stata l’opera eseguita per discutere la tesi di laurea all’accademia.
Tra noi c’è sempre stata sintonia pur avendo interessi diversi: noi persone molto razionali e con poco spirito artistico ma con una grande ammirazione per chi questo spirito artistico ce l’ha nel suo DNA.
Letizia è un’artista con la A maiuscola: la sua passione e curiosità vengono “da dentro”, è un’artigiana vera: quando è immersa nella realizzazione delle sue opere dimentica tutto ciò che la circonda perché così si realizza e dà senso alla sua vita.
È un’artista multitasking con grande creatività che ha sviluppato in tutti i suoi campi: dalla pittura su tela, alla ceramica, alle vetrate artistiche, ai gioielli.
È una persona empatica, sensibile, determinata, forte, straordinaria, sincera, schietta, semplice che non è mai salita sul piedistallo, è una di noi.
Anche se non ci si frequenta per qualche tempo appena la incontri nuovamente è come se il tempo non fosse mai passato, c’è sempre voglia di scambiarsi idee e confrontarsi su tutti i fronti, il nostro rapporto è basato su rispetto, stima e profondo affetto reciproco.
Ti raccomandiamo di continuare così e di non cambiare mai!
Grazie di essere sempre te stessa.

Anna Maria Viligiardi - Matematica e chimica pensionata ed ex docente liceo artistico <br> Enrico Giache' - Matematico e astrofisico pensionato ed ex docente liceo scientifico <br>Roma Anno 2025

Gianluca Palmieri

Ho conosciuto Letizia che era una ragazza ed io poco più che adolescente.
Lei e mio cugino Pino vivevano in una casa che era un po’ fattoria, un po’ fabbrica di materia ma soprattutto fabbrica di sogni. Stavo spesso da loro, io e Pino sperimentavamo con la musica e lei dipingeva. Dentro casa c’era l’odore di cibo buono e colori.

C’era un quadro che mi piaceva più degli altri, non so perché ma ricordo che me lo figuravo in testa quando tornavo a casa, mi piacevano i colori, il giallo e il grigio e quell’equilibrio precario di forme che sembravano mescolarsi velocemente quando ti giravi, per poi ricomporsi, ferme, ma mai uguali, appena tornavi a guardarle.

Quando entravo a casa loro, dall’ingresso, a destra, dietro un separè era appeso il quadro e ti dovevi sporgere un po’ per guardarlo, era la prima cosa che facevo.
Ogni tanto dicevo a Letizia che mi piaceva, ma non che fossi quasi ossessionato da quel quadro. Poi un giorno, quando stavo per andarmene, lei prende il quadro e dopo averlo avvolto con della carta marrone da pacchi, me lo regala! Da quel giorno il quadro mi ha seguito in ogni spostamento e ancora oggi mi emoziono a guardarlo per la sua bellezza e per i ricordi che evoca.

Anche se il mio punto di vista è molto personale e impossibile da separare dalle vicende personali che mi legano a Letizia, come persona della mia famiglia intima, penso che la sua opera possa essere guardata dietro il velo di questo mio punto di vista personale.
La sua capacità di interpretare il sentimento umano e di viverlo pienamente, la sua sapienza nel manipolare tutte le forme di materia ne fanno un’artista in senso totale, ogni suo gesto è praticato come il risultato del suo vivere intenso.

Nelle sue opere, di qualsiasi fattura o tecnica, anche quando apparentemente si viene trasportato in dimensioni lontane, si ritrova sempre il senso profondo della fisicità, intesa come l’unica via per attraversare il mondo.

Professore, Matematico e Musicista<br>Latina Anno 2025

Flavia Pozzobon

Cara amica, ci conosciamo da sempre, eravamo giovani ragazze, ti ho sempre positivamente invidiata.

L’arte è luce per il cuore e per gli occhi, quando poso i miei sulle tue opere, dalla più piccola che può essere un gioiello alla più grade, mi si scalda il cuore e penso che sono stata fortunata ad averti per amica ed essere stata tua cliente, anche per le tante cose e i tanti momenti di emozioni e di dolore che abbiamo vissuto insieme.

Io penso sempre che dobbiamo andare dove ci porta ii cuore. Nella vita ho fatto l’ostetrica, veder nascere è un grande miracolo che si ripete e che fa riflettere e non può lasciare indifferenti.

Dottoressa<br>Montebelluna 3 Marzo 2025

Ricky Filippi

Ho conosciuto Letizia Borelli diversi anni fa, inizialmente al di fuori del suo contesto artistico e professionale, avendola incontrata con altri amici durante una delle mie stagioni antincendio in Calabria.

Ci siamo subito stati simpatici, “a pelle”, non solo per la comune passione per il volo, ma probabilmente per avere reciprocamente individuato caratteristiche comuni come sincerità, passione e senso d’umanità.

Quindi è nata subito un’amicizia che, al termine della stagione, si è trasformata in un invito ad andare a visitare il suo Centro artistico in Sabina. Non so descrivere le sensazioni che ho provato quando, dopo le ultime morbide curve della Salaria vecchia, passato Nerola, mi sono trovato di fronte al complesso che ospita le sue multiformi attività.

Traversato il ponticello in legno su un gorgogliante ruscello, ci si cala nel mondo di Letizia, un mondo magico fatto di ogni genere di produzione artistica. Negli spaziosi ambienti del complesso, ovunque quadri, bassorilievi, oggetti di uso comune, come lampade e altri particolari elementi di arredo. E poi ancora ceramiche, sculture e gioielli. Non mancano i laboratori, rispetto ai quali Letizia è sempre prodiga di apprezzatissime spiegazioni.

So che le porte del Centro sono sempre aperte per gli amici, estimatori e interessati all’arte a qualsiasi titolo, quindi raccomando coloro che ancora non conoscano l’arte di Letizia Borelli di prendere contatto con lei, per lasciarsi scivolare in un viaggio di forme e colori, un’esperienza sicuramente di grande intensità sensoriale.

Comandante Pilota<br>Roma 2025

Paola Ottaviano

Le immagini riproposte nell’opera “ESTASI” di Letizia Borelli, se pure nella semplicità del soggetto, assumono forme e cromie di una Natura totalizzante in cui ogni singolo elemento oltre ad essere se stesso, diventa all’occhio dell’osservatore anche qualcos’altro.

Allora il prato è anche mare, rispetto alla donna (fiore, nuvola e conchiglia) come immersa in un liquido, ma è anche sabbia rispetto al cielo che lo lambisce, mentre margherite giganti esili come i fili della vita, si alzano dritte e solenni verso un cielo senza colore.

Attraverso quest’opera, l’autrice sembra riproporre una percezione solare della natura, una sorta di trasposizione immaginifica del suo essere al femminile, allora ciascun elemento se pure nella sua semplicità, diventa parte di un tutto, in cui la dimensione intrapsichica dell’autrice si sostanzia nella policromia simbolica dell’opera.

Il fatto stesso che l’opera sia stata scelta come copertina di un romanzo con riferimenti all’opera dannunziana, attesta la rara capacità dell’autrice di aver saputo coniugare nelle sue immagini la dimensione intrapsichica con quella estetico-descrittiva.

In copertina: Letizia Borelli, “Estasi” (pittura a olio su tela e metallo su tela cm 190×130 circa – 2010)

Psicologa, psicoterapeuta e autrice<br>Anno 2022

Rita Datti & Elio Corsetti

Letizia Borelli è un artista eclettica ovvero rivela capacità in campi diversi; dalla pittura alla scultura, dalla lavorazione del vetro a quella del legno, dalla creazione di gioielli al designer di arredamento.

Ho avuto modo e piacere di conoscerla: una donna con una vita fuori dal comune, amante del suo lavoro, delle sue creazioni e dotata di una sensibilità ed umanità straordinarie che la rendono unica.

Sono fiera di essere stata una delle prime clienti del suo Show Roma di Morena. Ho in casa opere realizzate sapientemente dalle sue mani, ideate dal suo cervello e curate con tutto il suo amore. Ogni opera rispecchia la sua personalità.

Grazie Letizia… non ti dimenticherò mai, per l’artista, la donna, l’amica che sei e per la tua dolcezza e il tuo sorriso…lascerò ai posteri un valore inestimabile di unicità e bellezza.

Dott.ssa e Dott.<br>Anno 2019<br>

Giuseppe Spallotta

L’arte dell’artista vero vibra di forza propria, non riesce a nasconderla, a contenerla, è ardente come magma sotterraneo che si espande e a volte erutta senza tempo ne spazio nelle menti di chi le percepisce ed ha la sensibilità di condividerla con il suo creatore.

L’artista vero siede a convivio con l’Essere e quindi cerca un luogo che rifletta la propria sorgente intima, che lasci liberi istinti e creatività, un luogo dove la natura faccia da corollario alle creazioni e dove le opere siano atarassicamente neutre dai condizionamenti della doxa, dai luoghi comuni dalle corse quotidiane, dal caos metropolitano.

Non è vero che l’artista per produrre opere valide debba soffrire. l’arte non deve esprimere patologia, sofferenza, schizofrenia ma gioia, positività, energia vitale, tutte manifestazioni dello spirito, della libertà espressiva e del piacere.

Questa scuola, questo studio d’arte, queste officine dove si forgiano metalli, si fondono vetri, si scolpiscono legni e pietre, si modellano culture e pensieri per il futuro, si trovano in Italia, in un luogo pieno di storia e di misticismo, nelle valli amate da San Francesco nel suo viaggio verso Roma. Sono luoghi unici in cui la Natura canta la propria melodia, in cui gli animali vivono selvaggi. Ogni suono riporta dentro calma e benessere, ricordando e rinsaldando l’umanità persa in ognuno di noi. Lo scopo dell’insegnamento è creare una cristallina sorgente, incontenibile, che tracimi dalle menti, rompa le dighe dello stereotipo, purificando e ristabilendo l’ecologia psichica, ripulendo i neuroni come sassi di un fiume dopo la piena, lucidi e levigati nella trasparenza che li contiene e scuote nel lungo viaggio verso gli oceani.

Questa è la storia di Letizia Borelli.

A questo punto, perché mi farei fare la casa o l’arredamento da Letizia Borelli? Lo studio dell’umano, sua priorità assoluta, l’ha portata a conoscere le strutture mentali ed estetiche dei paradigmi culturali e irripetibilmente adatti per ogni entità. Gli ambienti, i colori, le forme sono lo specchio della propria personalità.

Tralascio volutamente le varie lauree, diplomi, attestati e corsi in Italia e nel mondo, con i più grandi artisti ed architetti viventi. Non è una teorica, lavora con le mani, su molti materiali. A vent’anni faceva muri in pietra con artigiani umbri e laziali. Rare sono su questo pianeta le persone con la sua esperienza pratica e teorica.

Artista e Musicista<br>Anno 2019

Sandro & Maria Sigillò

Letizia Borelli non arreda semplicemente la tua casa, ma ti guarda, ti ascolta, ti studia da brava psicologa e dà vita alla “tua” casa. Come una sarta di professione cuce il tuo abito su misura. Vede già il progetto finito dove ancora ci sono le macerie e sa fare di un coccio di mattonella un’opera d’arte.

Insieme alla sua squadra di professionisti e artisti mette mano ovunque, dal pavimento agli arredi, agli specchi, ai lampadari fino all’ultima tendina riuscendo a sfruttare ogni piccolo spazio insignificante per creare un ambiente elegante ed indispensabile. Grazie al geniale talento del maestro Pino il marmo prende forma artistica e dà un valore unico e inestimabile alla tua casa.

Se poi hai una tavola da buttare o un pezzo di ferro vecchio o una lastra di piombo che non sai di che fare, li dai a Diego e ti fa una mensola, un armadio, uno sportello su misura, un lampadario, un arnese. Nelle loro fucine o direttamente sul posto questa squadra di talenti sa dare un valore aggiunto alla tua casa trasformandola nel tuo magico regno. Come per lo stesso modello di automobile si possono realizzare vari allestimenti, in egual modo chi si rivolge a questo team compra una casa modello base e si ritrova in mano una ammiraglia super lussuosa. Grazie al loro talento di trasformare gli oggetti di poco valore in gioielli preziosi, il tuo investimento sarà subito ripagato e – come ci disse una volta Letizia – “se vorrai un giorno vendere la tua casa, il primo interessato che entrerà se ne innamorerà subito e farà di tutto per averla”.

Attenzione però!
La tua cucina, il tuo letto, il tuo lampadario, la tua ringhiera, il tuo dipinto sul muro, il tuo specchio, il tuo divano, il tuo terrazzo, le tue sedie, la tua dispensa… tutto, sarà talmente TUO che difficilmente riuscirai a farne a meno.
Sinceramente

Psicologo e Psicoterapeuta<br>Anno 2018

Clarisse Schiller

Cara Letizia,
ci conosciamo da molti anni ma è solo da poco che entro nel vivo della tua ispirazione artistica. Quando per la prima volta sono entrata nel tuo magnifico studio, protetto da un pioppo maestoso sicuramente molto vecchio e saggio, sono rimasta in silenzio… stupita.

Mi è tornata alla mente un albero di nome Yggdrasil, l’albero della Dea Erda che si nutre da una sorgente posta al centro della terra dalla quale zampilla l’acqua della saggezza, come racconta il mito nordico. Gli splendori, illuminati dalle grandi vetrate dello studio, mi vengono incontro parlando proprio il linguaggio ancestrale di questa Dea: “Da quel luogo e da quelle acque che sotto l’albero si stendono, vengono tre fanciulle di molta saggezza” … ferme e terrene e al tempo stesso docili e flessibili, proprio come sei tu, Letizia, e di conseguenza le tue opere. Un pensiero mi attraversa veloce: “Ecco l’Animo femminile”.

Le tue opere sono come dei sentieri invisibili che aprono la strada al viandante, in viaggio da millenni alla ricerca dell’ispirazione artistica di un animo femminile. Qui senti di essere arrivata a destinazione. Quale immenso torto è stato fatto alla donna togliendole ogni possibilità di espressione intellettuale. E’ proprio per mezzo di questa sua vivacità creativa che possiamo conoscere le cose del mondo a funzione della vita.

Nelle tue opere, Letizia, c’è tutta questa forza della vita – femminile e maschile – e senti come ogni quesito trova la sua soluzione ottimale, caratteristica peculiare appunto della donna. Elementi che si fondono l’un l’altro per diventarne Uno, e come onde spumeggianti sfidano ogni tenebra ritornando dopo un lungo cammino errante dove tutto è perfezione.

Comprendi con gioia che senza l’opera femminile ogni paradiso al mondo è perduto. E’ la grazia della vita che fila come luce nell’anima, un femminile non più avvolto dal mistero ma che si erge in forme icastiche e rotonde germogliando nell’humus fertile e generoso di una donna capace di fare Arte, e tutta la tua opera ne è una viva dimostrazione. La tua Arte, Letizia, arriva come una carezza di una nube che si plasma in infinite forme e sensi e ti colma di beatitudine, mentre come donna ti stimola a lanciarti oltre l’impossibile dell’esistenza.

La mente si acquieta e si apre a dimensioni sinora sconosciute.
Grazie Letizia.

Psicologo, Formatore, Autore<br>Lizori, Settembre 2015
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